Diario / IA · Flussi
Quando l’IA non serve: come lo capisco in uno Sprint



La richiesta arriva quasi sempre uguale: «con l’IA si può fare?». Quasi sempre sì. La domanda utile è un’altra: quale passaggio migliora davvero, a quale costo, con quale controllo.
Per rispondere non apro una presentazione. Apro il flusso vero, con i documenti veri, e provo un passaggio solo. È lo Sprint di definizione: mappa del flusso, specifiche essenziali, stima e piano di rilascio.
Due numeri mi interessano: quanto tempo costa oggi quel passaggio e quanto costerebbe controllarlo se lo facesse una macchina. Se il secondo non è chiaramente più piccolo, il progetto non parte.
Un solo passaggio, sui dati veri
Nello Sprint scelgo un passaggio concreto e lo provo sui documenti reali, misurando prima e dopo. Niente demo su dati finti.
Su GDM România il passaggio era la gestione dei canali social: scrivere, impaginare, programmare, ricontrollare. Ore che non compaiono in nessun preventivo e che ogni settimana spariscono.
Il prima l’ho contato sulle ore dichiarate dal team in una settimana normale, il dopo sul flusso già in esercizio. Stesso periodo, stessi canali, stessa frequenza di pubblicazione.
La risposta corretta, a volte, è che l’IA non serve. In quel caso lo dico e non costruisco.
Capita più spesso di quanto sembri. Se il blocco è un campo compilato male a monte, o un permesso che nessuno ha dato, un modello aggiunge solo un livello in più da controllare. Lì si sistema il flusso, e basta.
Dirlo costa una commessa e fa risparmiare mesi. È il motivo per cui lo Sprint si paga a parte: serve a decidere, non a vendere la fase dopo.
Sempre una persona che approva
Quando serve, l’IA entra con limiti scritti. Nell’agente social qui accanto prepara tutto da sola, ma pubblica solo dopo un tocco su «Approvo».

L’agente vive su Telegram, dove il team è già ogni giorno: nessuno strumento nuovo da imparare. Propone testo e immagine, riceve un sì o una correzione, e solo allora pubblica.
I limiti li scrivo prima di costruire: cosa può fare da sola, cosa deve passare da una persona, cosa non deve toccare mai. Tre righe in un documento, e valgono più di qualsiasi impostazione nascosta in un pannello.
La regola che tiene insieme tutto sta in poche righe, ed è la prima cosa che scrivo:
# regola di conferma umana
se confidenza < soglia oppure tocca(dati_sensibili):
inoltra_a(responsabile) # nessuna decisione automatica
altrimenti:
procedi(flusso)
Una soglia, un limite, una persona. Quando il sistema non è sicuro non decide: chiede.