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DIARIO

Pubblicato il

DA QUALEPROCESSOCONVIENE PARTIRE

Questa scelta puoi farla stasera, su un foglio, senza assumere nessuno.

LA RISPOSTA

Conviene iniziare ad automatizzare i processi dal più noioso e frequente, non dal più grosso. Cerchi il rapporto migliore fra dolore e difficoltà. Qualcosa che si ripete ogni settimana. Che segue regole dette ad alta voce. Che tocca pochi sistemi e ha un proprietario. Il problema più grande è quasi sempre il meno pronto.

Griglia di tessere quadrate: alcune piene di blu, alcune azzurre, altre lasciate a contorno vuoto.

Immagine generata con IA

IN BREVE

  • Parti dal processo noioso e frequente, non dal più grosso.

  • Moltiplica quante volte al mese per i minuti.

  • Regole ancora in discussione: aspetta, non automatizzare.

IL CRITERIO

DOLORE ALTO, DIFFICOLTÀ BASSA

Il primo processo non si sceglie per importanza. Si sceglie per rapporto. Da una parte il dolore: quante volte si ripete, quanto tempo porta via. Dall’altra la difficoltà: quanti sistemi tocca, quante eccezioni ha. Quello che cerchi ha dolore alto e difficoltà bassa. Quasi sempre è la cosa più noiosa: un modulo ricopiato a mano. (Un lavoro noioso ha le regole già chiare.)

I SEGNALI

COME SI RICONOSCE IL PRIMO PROCESSO

Cinque segnali che si contano, non si valutano. Quattro su cinque bastano.

FALLO DA SOLO

CINQUE PASSAGGI SU UN FOGLIO

Serve un foglio e una settimana di attenzione. Il quarto passaggio scarta i candidati sbagliati.

  1. Elenca cosa si ripete

    Per una settimana, segna ogni attività che qualcuno rifà uguale. Anche le cose piccole: sono quelle che occupano le giornate.

  2. Moltiplica frequenza per minuti

    Per ogni voce: quante volte capita in un mese, quanti minuti porta via. Il prodotto è il tuo dolore. Usa i tuoi numeri, non medie prese altrove.

  3. Conta i sistemi e le eccezioni

    Per le 3 voci con il dolore più alto, conta gli strumenti e le varianti. Con 2 sistemi e 2 eccezioni è un progetto; con 6 e 12 è un altro mestiere.

  4. Scarta chi non è pronto

    Togli le regole in discussione, i dati che vivono in testa a qualcuno, gli strumenti che stai per cambiare. Tornano in coda quando esistono le condizioni.

  5. Scegli quello che resta più in alto

    Fra i rimasti prendi quello con il dolore maggiore e la difficoltà minore. Scrivi in 3 righe che cosa dovrebbe succedere da solo.

Nove piccoli solidi geometrici disposti su una griglia regolare, come una tavola da catalogo.

Immagine generata con IA

ASPETTA

QUANDO UN PROCESSO NON È PRONTO

Automatizzare un processo instabile lo congela nel suo stato peggiore. Prima va sistemato qualcos’altro.

IL PIÙ GROSSO

NON SI PARTE DAL PIÙ GROSSO

Il problema più grosso è quasi sempre il meno pronto. Non per caso: tocca tutti e ha eccezioni mai messe in fila. Partire da lì significa 2 mesi di discussioni invece che una consegna. Un primo progetto senza risultati visibili non ha un secondo. Un processo noioso, risolto per intero, dimostra che il lavoro può cambiare senza rompersi. Da lì il problema grosso diventa affrontabile.

Il primo processo non deve impressionare nessuno: deve funzionare il lunedì mattina.

DOMANDE

Da dove iniziare ad automatizzare i processi?
Dal processo più ripetitivo che tocca meno sistemi. Conta una settimana cosa si ripete e moltiplica frequenza per minuti. Prendi quello che resta più in alto.
E se il processo più doloroso è anche il più difficile?
Allora si divide. Quasi ogni processo grosso contiene un pezzo piccolo e senza eccezioni: una notifica, un documento da raccogliere. Si comincia da lì.
Quanti processi conviene affrontare insieme?
Uno. Il secondo si progetta meglio dopo aver visto come le persone usano il primo.
Come faccio a sapere se ho scelto bene?
Se dopo 2 settimane nessuno chiede di tornare indietro, hai scelto bene. Se qualcuno tiene il vecchio foglio «per sicurezza», c’era un’eccezione non scritta.

Quando hai il candidato e le 3 righe che lo descrivono, scrivimi cosa succede oggi. Ti dico se è il primo giusto, anche quando la risposta è no.

Scrivimi